HPV nel maschio: perché è importante conoscerlo

L’HPV nel maschio è molto più comune di quanto si pensi. Il papillomavirus umano, indicato con la sigla HPV, comprende oltre 200 tipi virali differenti, alcuni dei quali si trasmettono prevalentemente attraverso i contatti sessuali.

Nella maggior parte degli uomini l’infezione non provoca sintomi e viene controllata spontaneamente dal sistema immunitario. In altri casi può determinare la comparsa di condilomi genitali oppure, più raramente, favorire lo sviluppo di lesioni precancerose e tumori del pene, dell’ano e dell’orofaringe.

L’uomo, quindi, non è soltanto un possibile portatore del virus: può sviluppare vere patologie correlate all’HPV. La vaccinazione, la protezione durante i rapporti e il controllo delle lesioni sospette rappresentano le principali strategie di prevenzione.

Che cos’è l’HPV

Il papillomavirus umano è un virus in grado di infettare la cute e le mucose. I tipi di HPV che interessano l’area genitale vengono generalmente distinti in due gruppi.

HPV a basso rischio oncologico

I tipi 6 e 11 sono responsabili della maggior parte dei condilomi genitali. Queste lesioni sono benigne e non si trasformano normalmente in tumori, ma possono essere contagiose, recidivanti e psicologicamente fastidiose.

HPV ad alto rischio oncologico

Tra i tipi oncogeni troviamo soprattutto HPV 16 e 18, insieme ad altri genotipi come 31, 33, 45, 52 e 58. Un’infezione persistente causata da questi virus può favorire, nel corso degli anni, la comparsa di alterazioni precancerose.

Avere un HPV ad alto rischio non significa avere un tumore. La progressione oncologica riguarda soltanto una minoranza delle infezioni persistenti e richiede generalmente molti anni.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, in circa il 90% delle persone il sistema immunitario controlla spontaneamente l’infezione. La persistenza dei genotipi oncogeni costituisce il principale elemento di rischio.

L’HPV può essere associato a tumori del pene, dell’ano e della bocca o della gola, oltre che ai tumori dell’apparato genitale femminile.

Come si trasmette l’HPV nel maschio

L’HPV si trasmette principalmente attraverso il contatto diretto tra cute e mucose durante:

  • rapporti vaginali;
  • rapporti anali;
  • sesso orale;
  • contatti genitali senza penetrazione;
  • uso condiviso di dispositivi sessuali non adeguatamente protetti o igienizzati;
  • biancheria infetta, servizi igienici, piscine.

Per la trasmissione non è necessaria l’eiaculazione. Il virus può trovarsi anche sulla pelle dell’area genitale non coperta dal preservativo.

Il contagio può avvenire da persone completamente asintomatiche. Inoltre, l’infezione può restare silente per mesi o anni: la diagnosi di HPV all’interno di una coppia stabile non permette di stabilire quando sia avvenuto il contagio e non costituisce una prova di infedeltà recente.

La trasmissione attraverso asciugamani, servizi igienici, piscine o oggetti di uso comune è considerata molto meno probabile rispetto al contatto sessuale diretto.

Quanto dura l’infezione da HPV nell’uomo

La maggior parte delle infezioni si risolve spontaneamente entro uno o due anni. Non esiste tuttavia un tempo identico per tutti.

La persistenza può essere favorita da:

  • fumo di sigaretta;
  • immunodepressione;
  • infezione da HIV;
  • terapie immunosoppressive;
  • elevato numero di partner sessuali;
  • presenza di più genotipi HPV;
  • infiammazioni croniche locali;
  • scarsa igiene genitale;
  • mancata circoncisione associata ad altre condizioni predisponenti.

Il termine “eliminazione” deve essere usato con prudenza. Un test diventato negativo può indicare una carica virale non più rilevabile, ma non permette sempre di dimostrare la completa scomparsa di ogni particella virale dai tessuti.

Quali sono i sintomi dell’HPV nel maschio

Nella maggior parte dei casi l’HPV nel maschio non provoca alcun sintomo. L’uomo può quindi trasmettere il virus senza sapere di averlo contratto.

Quando presenti, le manifestazioni più comuni sono i condilomi genitali.

Come si presentano i condilomi

Nel maschio possono localizzarsi su glande, prepuzio, solco balano-prepuziale, asta del pene, scroto, pube, perineo e regione perianale. Più raramente interessano il meato uretrale o il canale anale.

Generalmente sono indolori, ma talvolta possono causare prurito, bruciore, irritazione, piccoli sanguinamenti o disagio durante i rapporti.

HPV e tumori nel maschio

L’HPV ad alto rischio, pur se raramente, può essere coinvolto nello sviluppo di diversi tumori maschili.

Tumore del pene

Una parte significativa dei carcinomi del pene è associata all’HPV, soprattutto al genotipo 16. Il rischio assoluto rimane basso, ma una lesione persistente, ulcerata, sanguinante o indurita deve essere sottoposta rapidamente a valutazione urologica.

Tumore dell’ano

L’HPV è uno dei principali fattori causali del tumore anale. Il rischio è maggiore negli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, nelle persone HIV-positive, nei soggetti immunodepressi e in chi presenta precedenti lesioni anali correlate all’HPV.

Tumori dell’orofaringe

L’HPV può favorire alcuni tumori delle tonsille e della base della lingua. Il genotipo maggiormente coinvolto è HPV 16. Questi tumori non interessano soltanto i fumatori e possono comparire anche in persone senza i tradizionali fattori di rischio per le neoplasie della testa e del collo.

Non esiste attualmente un test HPV orale approvato per lo screening della popolazione maschile asintomatica.

Come si diagnostica l’HPV nel maschio

A differenza di quanto avviene per la cervice uterina, non esiste un programma di screening HPV di routine validato per tutti gli uomini.

Il cosiddetto “test HPV maschile”, eseguito mediante tampone del pene, del glande o dell’uretra, può essere disponibile in alcuni laboratori, ma presenta importanti limiti:

  • il campionamento non è standardizzato;
  • un risultato negativo non esclude completamente l’infezione;
  • il risultato può variare nel tempo;
  • la positività non permette di prevedere con certezza l’evoluzione clinica;
  • spesso non modifica la gestione del paziente asintomatico.

Visita urologica o dermatologica

La diagnosi dei condilomi è prevalentemente clinica e viene effettuata osservando direttamente le lesioni. Durante la visita si esaminano pene, glande, prepuzio, scroto, regione pubica, perineale e perianale.

Nei casi sospetti, la penoscopia con ingrandimento ottico è fondamentale, soprattutto se associata all’utilizzo di acido acetico.

Quando è necessaria la biopsia

La biopsia viene indicata quando la lesione:

  • presenta un aspetto atipico;
  • è pigmentata, ulcerata o indurita;
  • sanguina facilmente;
  • aderisce ai tessuti profondi;
  • cresce rapidamente;
  • non risponde alle terapie;
  • compare in un soggetto immunodepresso;
  • pone un dubbio diagnostico.

La biopsia serve soprattutto a escludere lesioni precancerose o un tumore del pene.

Esiste una cura definitiva per l’HPV nell’uomo?

Non esiste un farmaco capace di eliminare direttamente l’HPV dall’organismo. Le terapie disponibili rimuovono le lesioni visibili, mentre il controllo dell’infezione dipende principalmente dalla risposta immunitaria.

Come si curano i condilomi genitali maschili

La scelta dipende da numero, dimensioni, sede ed estensione delle lesioni, oltre che dalle condizioni generali del paziente.

Terapie applicate dal paziente

Imiquimod, podofillotossina e sinecatechine trattano le manifestazioni cliniche dell’infezione, cioè i condilomi, ma non costituiscono una terapia capace di eradicare direttamente l’HPV dall’organismo.

L’imiquimod è un farmaco immunomodulatore per uso topico, cioè una crema che stimola localmente la risposta immunitaria della pelle. Viene utilizzato soprattutto per il trattamento dei condilomi acuminati esterni. Non è un antivirale che elimina direttamente l’HPV: attiva recettori immunitari, in particolare TLR7, favorendo la produzione di interferone-α e altre citochine che aiutano l’organismo a eliminare le cellule infettate. Gli effetti indesiderati più frequenti sono locali: arrossamento, bruciore, erosioni, prurito, edema e irritazione.

La podofillotossina (o podofilox) è un farmaco citotossico ad uso topico utilizzato soprattutto per il trattamento dei condilomi anogenitali esterni causati dall’HPV. A differenza dell’imiquimod, non stimola il sistema immunitario: agisce direttamente sulle cellule della lesione, bloccando la formazione dei microtubuli e la divisione cellulare. Gli effetti collaterali sono prevalentemente locali: bruciore, dolore, arrossamento, erosione e ulcerazione della zona trattata.

Le sinecatechine sono un farmaco topico di origine vegetale utilizzato per il trattamento dei condilomi anogenitali esterni causati dall’HPV. Il principio attivo è costituito da un estratto purificato delle foglie di tè verde (Camellia sinensis). Le catechine possiedono attività antiossidante e sembrano esercitare anche effetti immunomodulatori e antiproliferativi sulle cellule interessate. Gli effetti indesiderati più frequenti sono eritema, prurito, bruciore, dolore, edema ed erosioni locali.

Le principali possibilità comprendono:

  • crioterapia con azoto liquido;
  • elettrocoagulazione;
  • laser;
  • escissione chirurgica;
  • applicazione di acido tricloroacetico.

Non esiste una terapia migliore in assoluto. Il trattamento deve essere personalizzato considerando sede, numero delle lesioni, risultati estetici, esperienza dell’operatore e rischio di effetti locali. Anche dopo la completa rimozione dei condilomi possono verificarsi recidive, soprattutto nei primi mesi.

Il vaccino HPV è utile anche nel maschio?

Sì. La vaccinazione anti-HPV protegge il maschio dai genotipi responsabili della maggior parte dei condilomi e di numerose lesioni precancerose e tumorali.

Il vaccino attualmente utilizzato in Italia protegge contro nove tipi di HPV, comprendendo sia genotipi oncogeni sia quelli più frequentemente responsabili dei condilomi. La vaccinazione raggiunge la massima efficacia quando viene effettuata prima dell’inizio dell’attività sessuale, ma può offrire un beneficio anche successivamente.

Il vaccino è preventivo: non elimina un’infezione già presente e non cura i condilomi esistenti.

In Italia la vaccinazione è offerta gratuitamente agli adolescenti di entrambi i sessi nel dodicesimo anno di vita. Il numero di dosi dipende dall’età di inizio della vaccinazione e dalle condizioni immunitarie del soggetto.

Si può fare il vaccino dopo aver avuto i condilomi?

Sì. Una storia di condilomi o una precedente positività all’HPV non rappresentano, in generale, una controindicazione alla vaccinazione. Il vaccino non cura la lesione già presente, ma può proteggere verso altri tipi virali non ancora acquisiti. Non è necessario eseguire un test HPV prima di vaccinarsi.

Il preservativo protegge dall’HPV?

Il preservativo riduce il rischio di trasmissione, ma non lo elimina completamente. L’HPV può infatti essere presente sulle zone genitali non coperte dal condom, come pube, scroto, base del pene e regione perianale.

Il preservativo rimane comunque raccomandato perché:

  • riduce la probabilità di contagio;
  • limita l’esposizione ripetuta;
  • protegge da numerose altre infezioni sessualmente trasmesse;
  • può favorire una più rapida regressione dell’infezione all’interno della coppia.

Cosa deve fare la partner di un uomo con HPV

La partner non deve necessariamente eseguire controlli più frequenti del previsto soltanto perché l’uomo presenta condilomi. È però fondamentale che aderisca regolarmente ai programmi di screening cervicale mediante HPV test o Pap test secondo età e indicazioni sanitarie.

Se non è vaccinata, può discutere con il ginecologo o il centro vaccinale l’opportunità della vaccinazione. Nelle coppie stabili è frequente che entrambi i partner siano già stati esposti al virus.

HPV nel maschio e fertilità

Alcuni studi hanno rilevato la presenza di HPV nel liquido seminale e hanno ipotizzato un possibile rapporto con riduzione della motilità spermatica o peggioramento di alcuni parametri seminali. Le prove disponibili non consentono tuttavia di affermare che l’HPV provochi sempre infertilità maschile.

Nei pazienti con problemi riproduttivi, infezione persistente o alterazioni dello spermiogramma è possibile programmare una valutazione andrologica personalizzata.

È consigliabile richiedere una visita urologica quando compaiono:

  • escrescenze sul pene o sullo scroto;
  • lesioni perianali;
  • ulcerazioni persistenti;
  • sanguinamento genitale non spiegato;
  • alterazioni del colore o dello spessore della cute del pene;
  • secrezioni o lesioni in prossimità del meato uretrale;
  • condilomi che recidivano dopo il trattamento;
  • positività HPV accompagnata da lesioni cliniche;
  • dubbi sulla vaccinazione in età adulta.

Una valutazione tempestiva permette di distinguere i condilomi da altre patologie, come mollusco contagioso, papule perlacee, fibromi, dermatiti, sifilide o lesioni precancerose.

Domande frequenti sull’HPV nel maschio

Un uomo può avere l’HPV senza condilomi?

Sì. La maggior parte delle infezioni maschili è asintomatica. L’assenza di condilomi non esclude la presenza o la trasmissione del virus.

I condilomi possono trasformarsi in tumore?

I condilomi comuni sono causati prevalentemente dai tipi 6 e 11, classificati a basso rischio oncologico. Una lesione atipica o persistente deve comunque essere controllata e, se necessario, sottoposta a biopsia.

Un test HPV negativo nell’uomo esclude l’infezione?

No. Il risultato dipende dalla zona campionata e dalla quantità di virus presente in quel momento. Per questo il test HPV non viene raccomandato come screening universale maschile.

L’HPV causa prostatite?

Non esistono prove cliniche sufficienti per considerare l’HPV una causa abituale di prostatite cronica. Il riscontro del virus non dimostra automaticamente che eventuali sintomi urinari o pelvici siano provocati dall’HPV.

Dopo quanto tempo dal contagio compaiono i condilomi?

Possono comparire dopo settimane o mesi, ma talvolta anche molto tempo dopo l’esposizione. Non è quindi possibile risalire con precisione al momento del contagio.

Bisogna evitare i rapporti sessuali?

In presenza di condilomi visibili il rischio di trasmissione è maggiore. È opportuno evitare il contatto diretto con le lesioni e seguire le indicazioni del medico durante il trattamento. Il preservativo riduce, ma non annulla, il rischio.

La circoncisione protegge dall’HPV?

La circoncisione può ridurre il rischio di acquisizione e persistenza dell’HPV, ma non garantisce una protezione completa e non sostituisce vaccinazione e preservativo.

Conclusioni

L’HPV nel maschio è un’infezione molto frequente e spesso priva di sintomi. Nella maggioranza dei casi viene controllata spontaneamente dal sistema immunitario, mentre alcune infezioni determinano condilomi o, più raramente, lesioni precancerose e tumori.

Non essendo disponibile uno screening HPV standard per tutta la popolazione maschile, la prevenzione assume un’importanza fondamentale. Vaccinazione, rapporti protetti e valutazione specialistica delle lesioni sospette permettono di ridurre sensibilmente le conseguenze dell’infezione.

Una visita urologica è indicata soprattutto in presenza di condilomi, ulcerazioni, sanguinamenti o alterazioni persistenti della cute del pene.

Bibliografia

  • Beltrame A, Dube Mandishora RS, Wang WV, et al. Impact of Male Human Papillomavirus (HPV) Vaccination on HPV Infection and HPV-Related Diseases: A Systematic Review. Rev Med Virol. 2026;36(4):e70171. doi:10.1002/rmv.70171.
  • Hsu CH, Chen CF, Chu KA, Lin MH, Chang R. HPV vaccination and the risk of cancer in males. Vaccine. 2026;88:128923. doi:10.1016/j.vaccine.2026.128923.
  • The Natural History of Human Papillomavirus (HPV) Infection in Males: Global Evidence From a Systematic Review and Meta-Analysis. 2026.
  • Garolla A, Mereu S, Pizzol D, Yon DK, Rahmati M, Soysal P, et al. Papillomavirus infection and male infertility: a systematic review and meta-analysis. Health Sci Rep. 2024;7(9):e70048. doi:10.1002/hsr2.70048.
  • Dube Mandishora RS, Dickey BL, Fan W, et al. Multinational epidemiological analysis of oral human papillomavirus incidence in 3,137 men. Nat Microbiol. 2024;9(11):2836-2846. doi:10.1038/s41564-024-01824-5.
  • Rossotti R, Nava A, Baiguera C, et al. Oral HPV infection clearance and acquisition after nonavalent vaccination in men who have sex with men and transgender women: a prospective analysis. Eur J Clin Microbiol Infect Dis. 2024;43(9):1847-1854. doi:10.1007/s10096-024-04887-8.
  • Bruni L, Albero G, Rowley J, et al. Global and regional estimates of genital human papillomavirus prevalence among men: a systematic review and meta-analysis. Lancet Glob Health. 2023.
  • Pow J, Clarke L, McHale S, Gray-Brunton C. A systematic review and thematic synthesis exploring how gay, bisexual and other men who have sex with men (GBMSM) experience HPV and HPV vaccination. Hum Vaccin Immunother. 2025;21(1):2490440. doi:10.1080/21645515.2025.2490440.
  • Han J, Zhang L, Chen Y, et al. Global HPV vaccination programs and coverage rates: a systematic review. EClinicalMedicine. 2025;84:103290. doi:10.1016/j.eclinm.2025.103290.
  • Cao Q, Hou Y, Wang C, Yin J. Effect of human papillomavirus (HPV) vaccination on HPV infection and recurrence of HPV related disease after local surgical treatment: a systematic review and meta-analysis. PLoS One. 2024;19(12):e0312128. doi:10.1371/journal.pone.0312128.

Fonti scientifiche essenziali

  1. WHO – Human papillomavirus and cancer
  2. CDC – Clinical Overview of HPV
  3. CDC – About Genital HPV Infection
  4. CDC – Anogenital Warts Treatment Guidelines
  5. EAU Guidelines – HPV and urological infections
  6. EAU Guidelines – Penile cancer and HPV
  7. ISS – Prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse

[iub-pp-button]