Biopsia prostatica fusion
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Il cancro alla prostata è il tumore più comune tra gli uomini in Europa occidentale. Nel 2020, sono stati stimati circa 473.334 nuovi casi in Europa, con un tasso di incidenza di 63 per 100.000 abitanti.
Tuttavia, esistono significative variazioni tra i diversi Paesi europei. Nei Paesi del Nord Europa, come Irlanda, Francia, Svezia, Norvegia, Estonia e Lituania, i tassi di incidenza sono superiori a 90 per 100.000 abitanti.
Al contrario, nei Paesi dell’Europa meridionale e orientale, come Bosnia ed Erzegovina, Albania, Moldavia, Ucraina e Serbia, i tassi sono inferiori a 40 per 100.000 abitanti.
In Italia, il cancro alla prostata è il tumore più diffuso nella popolazione maschile, rappresentando il 18,5% di tutti i tumori diagnosticati negli uomini. Nel 2022, sono stati stimati 40.500 nuovi casi, con un incremento dell’1,5% rispetto all’anno precedente.
Queste differenze nell’incidenza della malattia possono essere attribuite a vari fattori, tra cui la frequenza e l’intensità dei test di screening, come il dosaggio dell’antigene prostatico specifico (PSA), e le differenze nelle pratiche diagnostiche tra i Paesi.
L’uso diffuso del test PSA può portare a una maggiore incidenza apparente a causa della sovradiagnosi, ossia la diagnosi di tumori che non avrebbero causato sintomi o effetti negativi sulla salute nel corso della vita del paziente.
È importante notare che, nonostante l’alto numero di diagnosi, i tassi di mortalità per cancro alla prostata sono relativamente bassi e meno variabili tra i diversi Paesi Europei.
Questo suggerisce che, sebbene la diagnosi precoce possa aumentare l’incidenza statistica, non sempre si traduce in una diminuzione proporzionale dei decessi.
Generalmente, in un paziente al di sopra dei 50 anni, il primo sospetto della presenza di un cancro della prostata nasce dall’aumento del PSA totale, anche se altre malattie benigne della prostata come l’iperplasia prostatica (IPB) e la prostatite possono provocarne un aumento.
Il PSA (Antigene Prostatico Specifico) è una proteina prodotta principalmente dalle cellule della prostata, e viene secreta nel liquido seminale; piccole quantità sono rilasciate fisiologicamente anche nel sangue.
Ci sono 4 tipi di PSA:
Il range di normalità del PSA totale è compreso fra 0 e 4 ng/ml, anche se oggi molti Centri abbassino a 2.5ng/ml il cut off nei pazienti sotto i 50 anni.
Bisogna inoltre tener presente che nell’ambito del range di normalità (0-4ng/ml), un incremento del PSA VELOCITY( maggiore di 0.75ng/ml/anno) deve destare attenzione.
I vari steps diagnostici che possono portare ad una diagnosi di cancro della prostata sono i seguenti:
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Esistono test genetici che analizzano i geni espressi nelle cellule tumorali e sono di due tipi:
A) Test genetici per il rischio ereditario
Questi test analizzano le mutazioni nei geni associati a un rischio maggiore di sviluppare il cancro alla prostata, anche se talvolta sono utilizzati in una diagnosi di carcinoma ad insorgenza precoce :
B) Test genetici per il tumore già diagnosticato
Questi test esaminano il tumore stesso per identificare mutazioni che possano influenzare il trattamento.
Ricordiamoci che i test genetici sono strumenti validi, ma non forniscono certezze assolute.
Devono essere sempre accompagnati da una consulenza specialistica per interpretare correttamente i risultati e integrare le informazioni con il quadro clinico del paziente.
Qualora e quando si arrivasse alla diagnosi di neoplasia prostatica, le opzioni terapeutiche sono diverse in base all’estensione della malattia, al Gleason (vedi), all’età del paziente, alle sue condizioni generali e alle eventuali comorbilità.
Il comportamento terapeutico può essere: